Pietre sul cuore - Aliche Tachdjian

Publié le par lo83

E questo pomeriggio mi sono dedicata alla lettura e ho finito questo bel libro.
Che dire...A volte maledico il mio riucire a immaginarmi e immedesimarmi in quello che leggo.
Durante tutta la lettura del libro mi son ritrovata a trattenere a stento le lacrime e ogni tanto dovevo posare il libro e riprendere fiato.

Contenuto:
L'autrice, nata a Parigi e sposata a un pittore italiano, presenta in questo libro il diario scritto dalla madre Varvar, dolorosa testimonianza del genocidio degli armeni. Ormai anziana, la donna affidò alle pagine di un diario il racconto della tragica esperienza che la vide protagonista, nel lontano 1914, quando a soli sei anni vide la fucilanzione in massa degli uomini del suo villaggio da parte dei militari turchi.

 

Dalla copertina:
Varvar, la protagonista di questo libro, è tra i pochi superstiti dello sterminio degli armeni pianificato dal governo nazionalista turco al tempo della Prima Guerra Mondiale. All'epoca aveva sei anni e , salvata da un soldato, passò attraverso stenti e peripezie di ogni genere prima di approdare in Francia, dove visse la difficile esistenza degli esuli, ma anche i primi momenti di felicità. Il suo diario, scritto in armeno su quaderni di scuola e ritrovato dalla figlia Alice dopo la sua morte, viene qui proposto quale straordinario documento su una pagina di storia troppo a lungo dimenticata e insieme toccante, vivida testimonianza di che cosa significhi essere un sopravvissuto, un individuo senza diritti, cresciuto cercando le proprie radici nel terreno rarefatto della memoria.

"La mia città fu completamente svuotata in un solo giorno. [...] Come foglie tremanti ramazzate da furiosi spazzini, fummo ammassati al bordo del villaggio, davanti alla gendarmeria. [...] Pian piano dietro di noi si formò una lunghissima colonna di donne, vecchi e bambini provenienti dai villaggi vicini. I gendarmi turchi, con i loro fucili, li spingevano verso di noi gridando. Improvvisamente, fummo costretti ad assistere alla fucilazione di massa di tutti i giovani che erano stati rastrellati di casa in casa il giorno precedente e portati in gendarmeria. Dopo aver ucciso i nostri padri, fu quindi la volta dei nostri fratelli, cugini, amici. I corpi straziati furono gettatiinfusa in una buca poco distante[...] Le madri svenivano, vedendo i loro figli trucidati. mia madre mi coprì gli occhi con la mano."

 

Non voglio aggiungere altro, se non il consigliarvi di leggerlo, visto che non è troppo lungo ed  è veramente interessante.

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